REPARTO NUOVI GIUNTI : BENVENUTI NELLA “JUNGLA”

Egregio Direttore,

Quanto accade, quotidianamente, all’interno del Reparto Nuovi Giunti causa condizioni di grave disagio per gli agenti che ci lavorano. In particolare, le lamentele riguarderebbero gli eccessivi carichi di lavoro cui è sottoposto il personale di Polizia Penitenziaria, derivanti, tra le altre cose, anche dalla gestione di alcuni detenuti di tipologie eccessivamente eterogenee e notevolmente problematici, che stazionerebbero regolarmente nel corridoio; una simile organizzazione del lavoro ha inevitabili conseguenze sulla sicurezza del personale e sulla propria salute psicofisica.
Il Reparto Nuovi Giunti ospita, come Lei ben sa, e diversamente da quanto potrebbe sembrare dal significato etimologico della propria denominazione, non solo detenuti di nuovo ingresso, ma anche ristretti sottoposti ai vari tipi di isolamento ed alcuni per opportunità di lunga data.

I compiti dell’addetto al servizio non sono solo quelli consueti di vigilanza e osservazione, ma comprendono diverse altre mansioni, come, ad esempio, la predisposizione all’utilizzo di tablet/cellulari e la vigilanza per le videochiamate/telefonate dei ristretti, l’apertura della porta esterna per l’ingresso delle scorte,
degli specialisti e del personale degli uffici o le “sorveglianze a vista”, che si celano, nei fatti, dietro ai provvedimenti della grande sorveglianze con controlli ogni 10 minuti.
Operare in un simile contesto appare umanamente impossibile oltre che fonte di forte stress per gli operatori penitenziari, che si sentono sempre più abbandonati al proprio destino e soggetti a fare costante ricorso ai trucchi del mestiere per gestire tale immane carico lavorativo esponendosi ad eventuali rilievi disciplinari e, nel peggiore dei casi, penali, non per propria scelta o condotta, ma anche, ad esempio, per eseguire ordini troppo spesso emanati in maniera verbale e non riscontrabili qualora la situazione dovesse degenerare.

Il personale di Polizia Penitenziaria è stanco di essere usato (o, meglio, abusato) per tappare le falle di un sistema ormai allo sbando, in cui nessuno sembra volersi prendere la responsabilità di risolvere le situazioni critiche che si verificano in maniera crescente. Più volte diverse delle OO.SS. scriventi hanno rappresentato le problematiche sopra esposte, chiedendo altresì il supporto di un’ulteriore unità che riuscisse ad alleviare il peso dell’incarico svolto, ma ogni volta codesta Direzione ha preferito celarsi dietro alla dichiarata “carenza di personale”.
Oggi, possiamo constatare che, oltre alla necessità di creare un accesso riservato agli addetti degli uffici e di integrare il personale addetto con un Preposto al Reparto e/o una unità di Rinforzo, vi sia l’urgente bisogno di affrontare prontamente le situazioni che si vengono a creare nella gestione di soggetti detenuti problematici, con chiare e specifiche disposizioni, evitando che si possano generare le attuali circostanze che, volutamente, abbiamo preferito non esaminare nei particolari nella presente lettera, ma che si prestano a libere interpretazioni da parte dei responsabili, soprattutto nei turni serali, incolpevoli vittime di un sistema fallimentare. Sempre con lo spirito rivolto ai corretti canoni nelle relazioni sindacali, si vuole proporre di re-instaurare i quattro quadranti in quel servizio e di prevedere una unità di supporto almeno dalle ore 8 alle ore 20 di ogni giorno.


Chiedendo un rapido intervento, porgiamo distinti saluti.

Condividi su