Proposta rimodulazione P.I.L.

Egregio Direttore,

con la presente siamo ad inviarLe quanto in oggetto, al fine di fornire il nostro modesto contributo alla discussione della proposta di rimodulazione del PIL, inviata dalla S.V. alle OO.SS. del corpo, tramite posta elettronica, precisando quanto segue:

  1. Considerato che in data 31 c.m. si terrà, presso il Prap di Bologna, analoga riunione sindacale, perla rimodulazione del PIR, sarebbe opportuno e necessario, rinviare l’incontro sindacale di cui in premessa, al momento fissato per il giorno 25 c.m.;
  2. La proposta di parte pubblica di cui in premessa è, per larghi tratti, ampiamente peggiorativa
    rispetto all’attuale PIL, ragion per cui, acquisite le determinazioni della trattativa tra le parti che si terrà presso il Prap di Bologna il giorno 31 c.m. e le, eventuali, proposte delle segreterie delle OO.SS. locali, tale proposta va modificata e resa conforme alle attuali norme pattizie, con particolare riferimento al PIR vigente, a partire, ad esempio, dall’art. 16, comma 2 dello stesso;
  3. Questa segreteria resta disponibile a fornire ogni ulteriore suggerimento affinché il PIL degli II.PP. di Parma possa palesarsi come strumento di garanzia dei diritti e della tutela psicofisica del personale di Polizia Penitenziaria e, al tempo stesso, di organizzazione del lavoro, esemplare e funzionale, che assolva, innanzitutto, all’esigenza di assicurare il mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno degli istituti di prevenzione e pena, ribaltando il paradigma che ha finora guidato le parti nella redazione degli accordi locali, stabilendo quale obiettivo prioritario la copertura ottimale di tutti i posti di servizio sui 4 quadranti orari e la, conseguente, drastica riduzione degli eventi critici;
  4. Allo stesso modo, a parere di chi scrive, il PIL deve porsi come ulteriore ed importante proposito quello di accompagnare il personale di Polizia Penitenziaria di Parma fino al prossimo AQN, dettando principi ed obiettivi che vadano al di là della momentanea contingenza storica (tra l’altro rappresentata in maniera eccessivamente pessimistica, con particolare riferimento alla ipotetica carenza d’organico, frapposta ad ogni velleità di miglioramento delle condizioni lavorative del personale e che, in realtà, riguarda essenzialmente le figure gerarchiche intermedie del corpo), che rifuggano da logiche conservative e smisuratamente accentrative, superate ormai da anni, almeno in regione, e provando a dare un respiro più ampio all’organizzazione del lavoro, tale da porsi, per una volta, come esempio di innovazione e lungimiranza all’interno del Distretto Emilia Romagna e Marche.

Nella speranza di aver dato un contributo concreto allo sviluppo della discussione sulla rimodulazione del PIL degli II.PP. di Parma, si porgono Distinti Saluti.

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