
Questa Confederazione Sindacale da sempre alla difesa dei diritti del personale e del rispetto delle pari opportunità ancora una volta si trova a dover intervenire per fatti che avvengono nella Casa Circondariale di Castrovillari. Per quanto ci è dato sapere sono stati emanati degli ordini di servizio che disciplinano la
vigilanza sui detenuti art. 21 (per i non addetti ai lavori sarebbero dei detenuti che possono prestare la loro opera lavorativa al di fuori delle sezioni detentive) nell’area uffici area direzione interessando di fatto solo il personale maschile, facendo sì che il pagamento di tale servizio possa essere elargito solo al personale maschile escludendo il personale femminile che pur presta la propria attività lavorativa presso gli stessi uffici. Alle svariate richieste di spiegazioni proprio durante un incontro con le OO.SS. la parte pubblica pare abbia dato quale spiegazione “…viene data al personale maschile perché il detenuto è di sesso
maschile…”
Egregio Direttore,
abbiamo saputo dell’aumento del numero dei contagi da Covid-19 tra la popolazione detenuta che
riguarderebbe, ad oggi, circa 25 unità.
Ci è stato, inoltre, riferito della decisione di bloccare gli ingressi di detenute donne dalla libertà o da altri
istituti presso il penitenziario felsineo, quale misura precauzionale per arginare la diffusione del virus.
Si starebbe, ancora, predisponendo una capillare operazione di screening rivolta a tutta la popolazione
detenuta.
Considerato quanto sopra, questa O.S. è a chiederle
Da quando l’ex O.P.G. di Barcellona Pozzo di Gotto è stato convertito in Casa Circondariale, con annessa sezione per casa di lavoro e sezione denominata ATSM, molti sono stati gli eventi critici che si sono registrati presso l’Istituto Penitenziario in parola (evasione, tentate evasioni, aggressioni, etc.), la maggior
parte dei quali hanno avuto …
Egregio Direttore,
con la presente si intende sollecitare un cenno di parziale riscontro alla nostra nota, prot. SSPP/5/2021 del 20/12/2021, che, almeno per la parte che recita: “Un’altra ragione che lascia perplessi è la scelta di riservare l’interpello
ad integrazione della nostra nota prot. nr. SR 1/22/GR del 04/01/2022 e nel richiamare l’ulteriore segnalazione del 19 dicembre 2021, prot. nr. SR 6/21/GR, si precisa che la richiesta di
intensificare i controlli per chi acceda negli Istituti di Pena, nel rispetto delle generali prescrizioni normative inerenti la lotta al Coronavirus
Egregio Provveditore,
alla luce dell’aumento dei contagi tra il personale di Polizia Penitenziaria del distretto Emilia-Romagna e Marche, anche a causa delle maglie troppo larghe di cui si compone l’inefficace sistema di filtraggio degli ingressi, come più volte segnalato, vanamente, da questa segreteria regionale, nelle more dell’auspicabile adozione di provvedimenti maggiormente restrittivi in merito all’accesso negli Istituti di Pena, si chiede, quanto meno, di disporre la fornitura di mascherine FFP2 in luogo delle normali mascherine chirurgiche finora distribuite al personale in divisa, così come, da qualche giorno, già assicurato, ad esempio, presso gli Istituti di Bologna e Ferrara.