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APPELLO ALLE ISTITUZIONI

Presunzione di innocenza e tutela del personale della Polizia Penitenziaria: è tempo di cambiare la leggeIl CONAIPPE rivolge un forte appello al Senato, Parlamento, a tutte le Forze Politiche, al Ministro della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché venga modificata l’attuale normativa che disciplina la sospensione dal servizio del personale della Polizia Penitenziaria sottoposto a procedimento penale.Lo Stato di diritto si fonda su un principio irrinunciabile: l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Eppure, per molti appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria questo principio rimane solo una dichiarazione di principio. Ancora oggi, numerosi poliziotti penitenziari vengono sospesi dal servizio o subiscono pesanti decurtazioni economiche quando sono soltanto indagati o in attesa di giudizio, senza che sia stata accertata alcuna responsabilità penale.Questa situazione produce effetti devastanti non solo sul lavoratore, ma anche sulla sua famiglia. La riduzione dello stipendio, la perdita della serenità e la stigmatizzazione sociale rappresentano una vera e propria pena anticipata che colpisce persone ancora presunte innocenti. In molti casi, il peso economico ricade su coniugi, figli e genitori, che diventano vittime indirette di una vicenda giudiziaria ancora tutta da definire.È inoltre noto che numerosi procedimenti penali si concludono con assoluzioni, proscioglimenti o archiviazioni. Tuttavia, anche quando il dipendente viene riconosciuto innocente, nessuno può restituirgli gli anni vissuti nell’incertezza, il danno alla reputazione, le difficoltà economiche affrontate e i sacrifici imposti alla propria famiglia.Il CONAIPPE ritiene che sia giunto il momento di restituire equilibrio al sistema, garantendo il rispetto della presunzione di innocenza e dei diritti fondamentali dei lavoratori.Per questo chiediamo una modifica della normativa affinché il personale della Polizia Penitenziaria possa continuare a prestare servizio, eventualmente con incarichi compatibili con le esigenze dell’Amministrazione e con la tutela dell’interesse pubblico, fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna, fatti salvi i casi eccezionali in cui la legge imponga specifiche misure cautelari.Questa richiesta non rappresenta un privilegio, ma la piena applicazione dei principi costituzionali di uguaglianza, dignità della persona e presunzione di innocenza. Non chiediamo impunità, ma giustizia. Non chiediamo trattamenti di favore, ma che nessun lavoratore venga considerato colpevole prima che un giudice lo abbia definitivamente stabilito.Rivolgiamo pertanto un appello a tutte le forze parlamentari affinché, al di là delle appartenenze politiche, si facciano promotrici di una riforma che restituisca digni
tà ai servitori dello stato. Chi indossa ogni giorno l’uniforme della Polizia Penitenziaria garantisce la sicurezza dello Stato e
opera in contesti difficili e ad alto rischio. È dovere delle istituzioni assicurare che questi uomini e queste donne siano tutelati nei loro diritti fondamentali, nel rispetto della legge e della Costituzione.Il CONAIPPE continuerà a battersi affinché nessun poliziotto penitenziario venga condannato prima del processo e affinché nessuna famiglia debba pagare il prezzo di una colpevolezza che potrebbe non essere mai accertata.

IL PRESIDENTE CONAIPPE DOTT.LUCIANO MARTINIELLO

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